La misura di livello nei liquidi sporchi è una delle applicazioni più critiche perché incrostazioni, residui, schiuma e depositi possono rendere inutilizzabili molte tecnologie di misura.
Acque reflue, fanghi, liquidi viscosi o con residui solidi richiedono una scelta attenta del sensore per evitare blocchi, falsi segnali e manutenzione continua. In questi casi la tecnologia corretta non si sceglie dal catalogo, ma dal comportamento reale del fluido nel processo.
In questa guida trovi gli errori più comuni, il confronto tra le tecnologie più usate e i criteri tecnici per capire quale sensore di livello usare quando il liquido è sporco, viscoso o instabile.
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Un liquido è considerato critico per la misura di livello quando presenta una o più di queste condizioni:
In queste applicazioni non basta sapere se il liquido è presente: bisogna scegliere una tecnologia che continui a funzionare anche quando il processo si sporca, cambia densità o genera build-up sul sensore.
| Tecnologia | Quando usarla | Quando NON usarla | Tipo misura |
|---|---|---|---|
| Radar | Liquidi sporchi, schiuma, condizioni difficili, misura continua | Applicazioni semplici dove non serve precisione elevata o continuità | Continua |
| Pressione | Liquidi relativamente stabili, serbatoi semplici, misura indiretta | Fanghi pesanti, depositi sul sensore, variazioni importanti di densità | Continua |
| Vibrazione | Controllo ON/OFF su liquidi con residui o presenza di fanghi | Misura continua | ON/OFF |
| Ultrasuoni | Liquidi puliti o poco sporchi, condizioni stabili | Schiuma, vapori, turbolenze, superfici instabili | Continua |
| Galleggiante | Applicazioni semplici e relativamente pulite | Liquidi con incrostazioni, residui o rischio di blocco meccanico | ON/OFF |
Non esiste un sensore universale, ma in molte applicazioni industriali:
La scelta corretta dipende sempre dal tipo di liquido, dalla quantità di residui, dalla presenza di schiuma e dal fatto che serva una soglia oppure una misura continua del livello.
In un impianto di trattamento acque, i sensori a galleggiante tendevano a bloccarsi a causa dei residui. L’adozione di un sensore radar ha permesso di ottenere una misura stabile senza contatto diretto con il liquido e senza necessità di manutenzione frequente.
In applicazioni simili, quando serve soltanto segnalare un livello minimo o massimo, un sensore a vibrazione può essere una soluzione affidabile e più semplice da gestire rispetto a un sistema meccanico.
Per individuare la soluzione più adatta è fondamentale conoscere:
Non esiste un sensore universale, ma in molte applicazioni industriali il radar è la soluzione migliore per misura continua in condizioni difficili, mentre la vibrazione è molto utile per controllo ON/OFF di minimo o massimo.
Un liquido è considerato critico quando presenta residui, fanghi, solidi in sospensione, schiuma, alta viscosità, incrostazioni o condizioni variabili che possono disturbare la misura.
Nei liquidi sporchi i galleggianti possono bloccarsi o lavorare in modo instabile a causa di residui, incrostazioni e depositi che compromettono il movimento meccanico.
Servono tipo di liquido, presenza di residui o fanghi, temperatura, pressione, schiuma, misura richiesta ON/OFF o continua e geometria del contenitore.
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