MCA Strumentazione Industriale – Guida tecnica

Rapporto D:S del pirometro: calcolo dello spot e regola del 50%

Definizione e formula di calcolo dello spot a distanza, errore di sotto-spot, confronto D:S 30:1-280:1 nei modelli MCA, ottiche focalizzate e standard

📖 Guida tecnica MCA per ingegneri di processo e tecnici di installazione

Guida tecnica • Geometria di misura

Il D:S è il parametro ottico più frainteso del pirometro infrarossi

Il D:S (Distance to Spot ratio) è il parametro ottico che definisce la dimensione dello spot di misura del pirometro infrarossi in funzione della distanza dal target. Un pirometro con D:S 100:1 a 1 metro vede uno spot di 10 mm di diametro; a 5 metri lo spot è 50 mm; a 10 metri è 100 mm. Il D:S è una caratteristica costruttiva fissa dello strumento, determinata dalla geometria di lente e detector, non modificabile in opera. Sceglierlo correttamente è essenziale: un D:S sbagliato si traduce nell'errore di sotto-spot, l'errore sistematico più frequente in pirometria industriale, con letture inferiori al vero di 50-200°C senza che l'utente se ne accorga.

Questa guida MCA spiega il D:S in cinque livelli: (1) la definizione formale e la formula di calcolo dello spot a distanza arbitraria, con esempi numerici per tutti i modelli MCA; (2) la regola pratica del 50% per il riempimento del target nello spot e l'errore di sotto-spot quando questa regola non è rispettata; (3) i D:S tipici dei modelli MCA da 30:1 a 280:1 con applicazioni di selezione; (4) quando serve D:S elevato (oltre 200:1) e quando D:S basso (60:1) è sufficiente; (5) le tecniche per verificare lo spot in stabilimento e gli accessori ottici disponibili per modificare l'apertura.

Il D:S non è il singolo parametro più importante del pirometro (l'emissività e la banda spettrale sono più critici), ma è il più frequentemente sottovalutato. Errori di sotto-spot causano fermi macchina e lotti fuori specifica in applicazioni di precisione (laminazione barre, trafileria, induzione su pezzi piccoli, burning zone alta distanza). Questa guida formalizza i criteri di selezione del D:S per i 30+ modelli MCA della famiglia IRT/2C/FOT/W.

rapporto D:S pirometro: calcolo dello spot di misura a distanza
30:1 - 280:1 Range D:S MCA
D / D:S Formula spot
≥50% Regola riempimento
50-200°C Errore sotto-spot tipico
3 tecniche Verifica spot

1. Definizione formale e formula di calcolo

Il D:S (Distance to Spot ratio), o rapporto distanza-spot, è il rapporto numerico tra la distanza pirometro-target e il diametro dello spot di misura corrispondente. Si esprime nella forma "100:1" o "100/1" oppure semplicemente "100". È un parametro adimensionale, una caratteristica geometrica fissa dell'ottica dello strumento determinata dalla focale della lente, dalle dimensioni del detector e dalla geometria interna del corpo pirometro.

Spot (mm) = Distanza (mm) / D:S

Esempi: pirometro D:S 100:1 a 1 metro → spot 10 mm; a 2 metri → spot 20 mm; a 5 metri → spot 50 mm. Pirometro D:S 280:1 a 10 metri → spot 35 mm. Pirometro D:S 60:1 a 100 mm → spot 1,7 mm.

Lo spot di misura è l'area circolare sul piano del target da cui il pirometro raccoglie la radiazione infrarossa. Tutta la radiazione emessa dall'area dello spot viene integrata dal detector e dà la lettura di temperatura. Se nello spot ci sono zone diverse (target + sfondo), la lettura è una media pesata dei contributi radiativi, NON la temperatura del solo target. È il principio fisico alla base dell'errore di sotto-spot.

Il D:S indicato a catalogo è tipicamente riferito alla distanza nominale di messa a fuoco, che varia in funzione del modello (da 0,5 metri fino a 2-3 metri per ottiche standard, fino a 10+ metri per ottiche dedicate distanza). Per distanze diverse dalla nominale lo spot reale può essere leggermente più grande (defocus): il D:S effettivo cala con la distanza. Per applicazioni di precisione si specifica D:S alla distanza reale di installazione.

2. La regola pratica del 50% e gli scenari di riempimento

Quattro scenari tipici di riempimento dello spot di misura, in ordine decrescente di accuratezza ottenibile. Per misure accurate il target deve coprire almeno il 50% dello spot, idealmente il 150-200%.

Scenario A — Ottimale

Target ≥ 150% dello spot

Il target è almeno 1,5 volte più grande dello spot pirometrico calcolato per la distanza di installazione. Esempio: target di 30 mm, spot 20 mm a 2 metri con D:S 100:1. Il pirometro vede solo il target, con margine di sicurezza contro disallineamenti, vibrazioni meccaniche, movimenti del pezzo. Accuracy nominale del pirometro garantita, lettura ripetibile e affidabile. Configurazione consigliata per applicazioni di processo critico.

Esempi cluster: tunnel kiln piastrelle (carrelli larghi a media distanza), mantello forno rotante (mantello continuo).
Scenario B — Accettabile

Target = 100% dello spot

Il target ha esattamente la dimensione dello spot. Configurazione marginale: piccoli disallineamenti o movimenti del pezzo lo portano fuori spot, con perdita di accuracy. Accuracy nominale garantita solo per puntamento perfetto. Configurazione applicabile per misure di setup o singole prove, ma NON raccomandata per processi automatici dove il target può muoversi. Margine di sicurezza zero.

Soluzione: aumentare D:S del 30-50% (passaggio a modello con ottica focalizzata) o ridurre distanza di installazione.
Scenario C — Errore di sotto-spot

Target = 50-90% dello spot

Il target copre solo metà dello spot, il resto è sfondo. La lettura pirometrica è una media pesata tra temperatura del target e temperatura dello sfondo. Se lo sfondo è freddo (carcassa industriale, sfondo aperto, refrattario freddo) la lettura è 50-100°C inferiore al vero. Il pirometro non segnala l'errore: l'utente vede una lettura "stabile" che è sistematicamente sbagliata. Errore frequente in trafileria filo, induzione su pezzi piccoli, lettura di gob di vetro.

Soluzione: aumentare D:S, usare bicromatico con peak picker, ridurre distanza, oppure passaggio a fibra ottica MCA-FOT con testa avvicinata al target.
Scenario D — Lettura inutile

Target ≤ 50% dello spot

Il target copre meno della metà dello spot, lo sfondo domina la lettura. La temperatura misurata è prossima a quella dello sfondo, con piccole modulazioni dal target. Errore di lettura 100-300°C inferiore al vero. La lettura è essenzialmente inutile per controllo di processo. Si verifica tipicamente con installazioni "approssimate" senza calcolo dello spot — pirometro standard installato lontano dal target supponendo che la lettura sarà comunque valida. Il problema è comune in retrofit dove un pirometro è stato installato senza recalcolo del D:S per il nuovo punto di misura.

Soluzione: revisione completa dell'installazione, scelta di un modello con D:S elevato dedicato (MCA-2C-6H3 280:1, MCA-IRT-W 250:1, MCA-FOT-6 con ottica focalizzata).

3. L'errore di sotto-spot: come si manifesta e come si evita

L'errore di sotto-spot è uno degli errori sistematici più frequenti e meno riconosciuti in pirometria industriale. Quattro sintomi che permettono di identificarlo e tre tecniche per evitarlo.

Sintomo 1 — Letture sistematicamente più basse

La lettura pirometrica è regolarmente inferiore rispetto a misure indipendenti (termocoppia di contatto, pirometro portatile MCA-HHT puntato dello stesso target). La discrepanza è 50-200°C in media, costante o crescente con la distanza di installazione. Diagnosi: probabile errore di sotto-spot perché lo sfondo (freddo) "tira giù" la media pesata dello spot.

Sintomo 2 — Lettura cambia con il puntamento

Spostando leggermente il puntamento del pirometro (entro qualche cm sul target), la lettura cambia significativamente. Su un target che riempie completamente lo spot, la lettura dovrebbe essere stabile per piccoli spostamenti. Diagnosi: il target è marginalmente nello spot — basta poco perché esca e la lettura cali.

Sintomo 3 — Bicromatico dà lettura instabile

Su target sotto-spot, il bicromatico ratio NON cancella l'errore (vedi guida bicromatico vs monocromatico): il rapporto delle radiazioni miste target+sfondo non è quello del solo target. La lettura del bicromatico oscilla e diventa rumorosa rispetto al monocromatico. Diagnosi: il bicromatico richiede target che riempie lo spot per dare risultati corretti, segno opposto rispetto a quello che ci si aspetterebbe.

Sintomo 4 — Peak picker compensa parzialmente

Attivando il peak picker filter sul bicromatico, la lettura sale verso il valore "vero" (massimo letto quando il target era centrato). Diagnosi positiva di sotto-spot: il pirometro letteralmente "salta" tra target presente (lettura alta) e target assente o disallineato (lettura bassa), e il peak picker mantiene il picco. Soluzione palliativa: il peak picker risolve il problema solo se il target periodicamente riempie lo spot.

Le tre tecniche per evitare l'errore di sotto-spot al momento dell'installazione:

Tecnica 1 — Calcolo dimensionato all'installazione

Prima dell'acquisto del pirometro: misurare la distanza reale prevista pirometro-target e la dimensione minima del target. Calcolare spot = distanza/D:S e verificare che spot ≤ 50-70% del target. Se non rispettato, scegliere modello con D:S superiore. Non fidarsi del D:S "nominale": fare il calcolo reale.

Tecnica 2 — Ottica focalizzata o avvicinamento

Per target piccoli (fili, perni, gob, pezzi piccoli) usare MCA-FOT a fibra ottica con ottica focalizzata: testa avvicinata al target a 50-200 mm di distanza, spot 1-3 mm. La fibra trasporta la radiazione all'elettronica remota. Soluzione che bypassa il vincolo del D:S del corpo pirometro standard. Vedi guida fibra ottica.

Tecnica 3 — Modello con D:S massimizzato

Per applicazioni a distanza grande (>5 metri) scegliere modelli con D:S specifico: MCA-2C-6H3 280:1 per burning zone cemento, MCA-IRT-W-1550 250:1 per high-accuracy, MCA-2C-6H2 180:1 per ricalcatura billette ad induzione. La spesa aggiuntiva per ottica dedicata è giustificata dal miglioramento di accuracy.

Tecnica 4 — Verifica in opera con carta termica

Prima della messa in servizio definitiva, verificare lo spot reale con carta termica o lamiera di alluminio scaldata: si applica il foglio nel piano del target alla distanza di installazione, si avvicina una sorgente di calore (asciugacapelli, torcia), si osserva la dimensione dell'area scaldata. Confermare che corrisponda al calcolo teorico (entro ±20%).

4. I D:S dei modelli MCA — tabella di selezione

Confronto operativo dei D:S coperti dalla famiglia MCA, con applicazione tipica e considerazioni di selezione. La famiglia copre tutti i casi da target estesi ravvicinati (D:S 30-60) fino a target piccoli distanti (D:S 280).

Modello MCA D:S Distanza tipica Spot tipico Applicazione preferita
MCA-HHT portatile 50:1 0,5-3 m 10-60 mm Misure manuali, controlli audit, termografia leggera
MCA-IRT-5 alluminio MIR 60:1 - 80:1 0,3-2 m 5-30 mm Estrusione alluminio, fonderia, omogenizzazione billette
MCA-IRT-6H1/L1 ceramica/cemento 100:1 0,5-3 m 5-30 mm Tunnel kiln, mantello forno rotante
MCA-IRT-7H1/H2 vetro 100:1 0,5-3 m 5-30 mm Vetro float, contenitori, lehr ricottura
MCA-IRT-7L3 vetro contenitori 150:1 1-3 m 7-20 mm IS-machine vetro contenitori con peak picker
MCA-IRT-8H1/H2 siderurgia 150:1 - 200:1 1-5 m 5-35 mm Tempra acciaio, laminazione, trafileria
MCA-2C-6H1 bicromatico 100:1 0,5-3 m 5-30 mm Tempra induzione, brasatura, applicazioni standard ratio
MCA-2C-6H2 ricalcatura 180:1 1-5 m 5-30 mm Riscaldamento billette, ricalcatura forgia
MCA-2C-6H3 burning zone 280:1 5-15 m 20-55 mm Burning zone cemento, calcinazione magnesia DBM
MCA-IRT-W-1550 high-accuracy 250:1 1-10 m 5-40 mm Vetro fuso, refrattari R&D, draw tower fibra ottica
MCA-FOT-6/8 std fibra 100:1 0,5-2 m 5-20 mm Tempra induzione, brasatura standard
MCA-FOT-6 focalizzata 60:1 a 100 mm 50-200 mm 1-3 mm Trafileria filo, perni piccoli, induzione su contatti
MCA-SC semiconduttori 100:1 - 150:1 0,3-1 m 3-10 mm RTP wafer Si, MOCVD GaN/GaAs, reattori semiconduttori

5. Verifica e accessori ottici

Tre tecniche pratiche per verificare lo spot effettivo in stabilimento e gli accessori ottici disponibili per modificare l'apertura.

verifica spot pirometro con laser di puntamento e carta termica

Verifica dello spot di misura del pirometro con laser di puntamento integrato (laser classe 2, 650 nm rosso): il laser indica il centro dello spot, mentre la dimensione effettiva si calcola con la formula D:S e si verifica con carta termica o lamiera lucida riscaldata posizionata sul piano del target alla distanza di installazione.

1. Mirino pilota laser (standard MCA)

Tutti i pirometri MCA fissi sono dotati di laser di puntamento classe 2 (650 nm rosso) che indica il centro dello spot di misura. Il laser è puntiforme: indica il centro, non la dimensione dello spot. Per il diametro completo si usa la formula D:S. Alcuni modelli MCA-2C-6H hanno doppio laser convergente che indica i bordi opposti dello spot a distanza nominale.

2. Carta termica o lamiera per test

Si applica un foglio di carta termica sensibile a calore (carta fax termica, lamiera di alluminio lucido) sul piano del target alla distanza di installazione. Si avvicina una sorgente di calore (asciugacapelli, torcia di brasatura debole) per qualche secondo. La forma e dimensione dell'area scaldata corrisponde allo spot del pirometro. Metodo molto pratico per verifica veloce.

3. Lenti dedicate per close-focus

Per applicazioni a distanza ravvicinata (50-300 mm dal target) sono disponibili ottiche close-focus dedicate per i modelli MCA-IRT-5/6 e MCA-FOT-6/8: spot ridotti a 1-3 mm a distanza specifica, con perdita di flessibilità sulla distanza di lavoro. Vanno specificate in fase d'ordine, con calibrazione dedicata della combinazione strumento+ottica.

4. Lente di ingrandimento esterna

Lente di germanio o silice fusa fissata davanti al pirometro per allungare la focale effettiva e ridurre lo spot a distanza fissa. Soluzione possibile ma richiede ricalibrazione del sistema completo perché modifica la trasmissione spettrale. Usata raramente: in genere è più affidabile scegliere modello con D:S corretto.

Hai dubbi sul D:S corretto per la tua applicazione?

Il team applicativo MCA aiuta a calcolare lo spot effettivo per la tua distanza di installazione e a selezionare il modello con D:S adeguato. Per applicazioni con vincoli geometrici (target piccoli, distanze grandi, postazioni accessibili limitate) forniamo calcolo dimensionato dello spot, verifica con carta termica in stabilimento, configurazioni con ottica focalizzata o fibra ottica MCA-FOT. Sopralluogo possibile su tutto il territorio italiano.

Domande frequenti sul D:S e dimensione spot del pirometro

Cosa è il D:S di un pirometro?

Il D:S (Distance to Spot ratio), rapporto distanza-spot, è il parametro ottico che definisce la dimensione dello spot di misura del pirometro in funzione della distanza dal target. Se un pirometro ha D:S 100:1, significa che a 1 metro di distanza dal target lo spot di misura è 10 mm di diametro. A 2 metri lo spot è 20 mm, a 5 metri lo spot è 50 mm, e così via. Il D:S è una caratteristica ottica fissa dello strumento determinata dalla geometria della lente e del detector. Il D:S definisce quale area del target il pirometro vede e integra: per misure accurate il target deve riempire completamente lo spot (o almeno il 50%). Per misure su target piccoli o distanti serve D:S elevato; per misure su target grandi e ravvicinati il D:S basso è sufficiente.

Come si calcola lo spot a una distanza specifica?

Formula: Spot = Distanza / D:S. Esempi pratici. (1) MCA-IRT-6 con D:S 100:1 a 2 metri dal target: spot = 2000/100 = 20 mm di diametro. (2) MCA-2C-6H3 con D:S 280:1 a 10 metri (burning zone cemento): spot = 10000/280 = 35 mm. (3) MCA-IRT-W-1550 con D:S 250:1 a 5 metri: spot = 5000/250 = 20 mm. (4) MCA-FOT-6 con ottica focalizzata D:S 60:1 a 100 mm dal target: spot = 100/60 = 1,7 mm — adeguato per fili sottili in trafileria. Il calcolo va fatto sempre per la distanza reale di installazione, non per la distanza nominale del catalogo. Lo spot indicato sul catalogo è tipicamente riferito alla distanza minima di messa a fuoco.

Qual è la regola pratica del riempimento dello spot?

Regola del 50%: il target deve riempire almeno il 50% dello spot pirometrico per dare lettura accurata. Idealmente il target dovrebbe essere il 150-200% dello spot per avere margine di sicurezza contro disallineamenti e movimenti del target. Esempio: se lo spot calcolato è 20 mm e il target è 10 mm, il pirometro vede il 50% target e il 50% sfondo: la lettura è una media pesata che NON rappresenta correttamente la T del target. Soluzioni: (a) aumentare D:S, (b) avvicinare il pirometro al target (riducendo la distanza riduce lo spot), (c) usare bicromatico con peak picker per intercettare il picco quando il target riempie lo spot, (d) ridirigere il puntamento se il target è più grande in una direzione.

Cosa è l'errore di sotto-spot?

L'errore di sotto-spot si verifica quando il target NON riempie completamente lo spot di misura del pirometro: il pirometro integra la radiazione del target + sfondo, dando lettura inferiore al vero (se lo sfondo è più freddo del target). L'errore di sotto-spot dipende dalla frazione di copertura: se il target copre il 50% e lo sfondo è freddo, l'errore di lettura può essere 50-200°C in meno del vero, in funzione delle T relative. È uno degli errori sistematici più frequenti in pirometria industriale, particolarmente su: fili sottili in trafileria (sotto 1 mm), gob di vetro in caduta dal feeder, pezzi piccoli in induzione, particolato fine. Si riconosce dalla discrepanza tra lettura pirometrica e misure indipendenti (termocoppia di contatto, pirometro portatile). La soluzione strutturale è aumentare il D:S e/o avvicinare il pirometro.

Quali sono i D:S tipici dei modelli MCA?

I D:S coperti dalla famiglia MCA vanno da 30:1 a 280:1 in funzione del modello e dell'applicazione. Sintesi. MCA-HHT portatile: 50:1. MCA-IRT-5/6 base: 60:1 - 100:1, per applicazioni standard ravvicinate. MCA-IRT-7L1/L2: 60:1 - 80:1, per vetro a media distanza. MCA-IRT-7H1/H2: 100:1, vetro float e contenitori. MCA-IRT-7L3: 150:1, vetro contenitori con peak picker. MCA-IRT-8H1/H2: 150:1 - 200:1, siderurgia a media distanza. MCA-2C-6H1: 100:1 standard. MCA-2C-6H2: 180:1 per ricalcatura billette. MCA-2C-6H3: 280:1 per burning zone cemento alta distanza. MCA-IRT-W-1550 high-accuracy: 250:1. MCA-FOT-6/8 con ottica standard: 100:1; con ottica focalizzata: 60:1 a 100 mm (spot piccolo a distanza ravvicinata).

Quando serve D:S elevato (>200:1)?

Quattro casi in cui serve D:S elevato (oltre 200:1). (1) Distanza grande dal target: pirometri installati a 5-15 metri (burning zone cemento, mantello forno rotante, scanner termici di stoccaggio). A 10 metri con D:S 100:1 lo spot è 100 mm — troppo grande per molte applicazioni. Con D:S 280:1 lo spot scende a 35 mm. (2) Target piccolo distante: misurare clinker in burning zone attraverso apertura di ispezione a 8 metri richiede spot piccolo per evitare di vedere fiamma o refrattari. (3) Necessità di evitare lo sfondo: in laminazione a barre il pirometro deve vedere il filo a 50-100 mm di larghezza distante 3-5 metri. (4) Applicazioni di precisione metrologica: il MCA-IRT-W high-accuracy ha D:S 250:1 standard per ridurre l'errore di sotto-spot anche su target medi.

Quando D:S basso (60:1) è sufficiente?

Quattro casi in cui D:S 50:1-80:1 è sufficiente. (1) Target grande e ravvicinato: laminatoi a piattaforma con bramme di 1-2 metri a 2-3 metri di distanza dal pirometro — anche D:S 60:1 dà spot 30-50 mm, ampiamente coperto dal target. (2) Forni di cottura ceramica/vetro: target estesi (lastre di vetro, carrelli di forno) a distanza media. (3) Applicazioni di termografia industriale a bassa T (mantello forno, isolamento) con MCA-IRT-6L1 banda FIR. (4) Applicazioni a fibra ottica MCA-FOT con testa a 50-200 mm dal target: D:S 60:1 a 100 mm dà spot 1,7 mm — adeguato per fili e perni piccoli. D:S basso ha tipicamente lente più economica e robusta, e funziona bene per la maggior parte delle applicazioni industriali standard.

Posso modificare il D:S con accessori ottici?

Sì, in parte. Tre opzioni. (1) Ottiche focalizzate dedicate: alcuni modelli MCA (MCA-FOT-6/8, MCA-IRT-5/6 con ottica close-focus) hanno ottiche dedicate per distanze ravvicinate che danno spot piccoli a distanza specifica (es. 1 mm a 100 mm di distanza). Vanno specificate in fase d'ordine. (2) Lente di ingrandimento esterna: lente di germanio o silice fusa fissata davanti al pirometro per allungare la focale effettiva e ridurre lo spot a distanza fissa. Soluzione possibile ma richiede ricalibrazione. (3) Avvicinamento fisico al target: la riduzione della distanza riduce proporzionalmente lo spot. Se il pirometro è a 1 metro con D:S 100:1, lo spot è 10 mm; a 500 mm lo spot diventa 5 mm. La modifica del D:S è invece una caratteristica costruttiva non modificabile in opera: serve scegliere il modello corretto al momento dell'acquisto.

Come si verifica lo spot effettivo in stabilimento?

Tre metodi pratici per verificare lo spot. (1) Mirino pilota laser: tutti i pirometri MCA fissi sono dotati di laser di puntamento (classe 2, 650 nm) che indica il centro dello spot di misura. Il diametro del laser NON è lo spot pirometrico (il laser è puntiforme), ma il punto centrale dello spot. (2) Carta termica: si applica un foglio di carta termica (sensibile a calore) o di lamiera lucida sul piano del target alla distanza di installazione. Si avvicina una sorgente di calore (asciugacapelli, torcia di brasatura) e si vede la dimensione dell'area scaldata: corrisponde allo spot del pirometro. (3) Test con target di prova: si usa un disco di acciaio di diametro noto (es. 20 mm) alla distanza di installazione e si verifica che la lettura pirometrica sia stabile e ripetibile. Se cambia significativamente spostando lateralmente il target, il target è sotto-spot.

Questa guida MCA al D:S del pirometro infrarossi è il riferimento di selezione geometrica per il cluster industriale italiano. Combinata con le guide complementari (emissività, banda spettrale, bicromatico vs monocromatico, fibra ottica, calibrazione corpo nero) costituisce il quadro tecnico completo per evitare errori di sotto-spot, una delle cause più frequenti di letture pirometriche errate. La famiglia MCA copre D:S da 30:1 a 280:1 con modelli dedicati per ogni applicazione — calibrazione tracciabile ACCREDIA, supporto in italiano, sopralluogo applicativo per casi geometricamente complessi.