MCA Strumentazione Industriale – Heat tracing di processo per zona ATEX

Heat tracing per zolfo liquido, soda caustica, oli pesanti e fluidi viscosi

Sistema di tracciatura elettrica per il mantenimento in temperatura di prodotti critici in tubazioni di processo classificate ATEX — chimico, petrolchimico, oil&gas e raffinerie

⚠️ Applicazione critica · Heat tracing di processo

Mantenimento fluidi viscosi e cristallizzanti

Quando un singolo grado di errore blocca un'unità di processo

Il heat tracing per il mantenimento in temperatura di zolfo liquido, soda caustica, oli pesanti e prodotti viscosi è una delle applicazioni più critiche della tracciatura elettrica in zone classificate. A differenza del semplice heat tracing antigelo, qui non basta tenere la tubazione sopra zero gradi: ogni fluido ha la sua finestra operativa stretta sotto la quale solidifica, cristallizza o aumenta drasticamente la viscosità bloccando la linea, e sopra la quale può degradare o reagire.

Per questo il sistema richiede sempre regolazione di precisione + limitatore di sicurezza indipendente, con riarmo manuale, secondo la norma IEC/EN 62086. La sicurezza intrinseca dell'installazione è garantita dalla ridondanza tecnologica: tipicamente un controllore elettronico per la regolazione di processo e un termostato meccanico per la limitazione di sicurezza.

MCA fornisce sistemi completi per applicazioni di processo in raffinerie, impianti petrolchimici, stoccaggio chimico e oil&gas, con cavi scaldanti specifici per setpoint elevati, controllori elettronici con allarmi diagnostici, cassette in ambiente aggressivo, e documentazione completa per la conformità EN 60079-14 e EN 62086.

Heat tracing per zolfo liquido, soda caustica e oli pesanti in tubazioni ATEX

🛡️ Certificazioni e modalità di protezione del sistema

Sistema completo certificato per zone classificate gas e polveri in impianti di processo

ATEX 2014/34/UE IECEx UKEx Zone 1, 2, 21, 22 Gruppi IIB, IIC, IIIC Classi T6 / T5 / T4 / T3 EN/IEC 62086 Regolatore + limitatore

I quattro fluidi più ricorrenti e le loro finestre operative

Ogni fluido di processo ha proprietà termiche specifiche che determinano il setpoint di mantenimento, la classe di temperatura ATEX richiesta e la criticità dell'intervento di sicurezza in caso di guasto. Ecco i quattro casi che gestiamo più frequentemente, con i dati operativi tipici. Le specifiche reali del prodotto in linea vanno sempre verificate con il fornitore o con la scheda di sicurezza.

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Zolfo liquido

Trasferimento e stoccaggio in raffineria · finestra operativa molto stretta

Lo zolfo elementare è uno dei fluidi più critici del heat tracing di processo. Punto di fusione 119 °C, viscosità minima a circa 150 °C. Sotto i 119 °C solidifica e tappa irreversibilmente la linea; sopra i 160 °C cominciano a formarsi composti di SO₂ e la viscosità aumenta. La finestra operativa è di soli ±15 °C intorno al setpoint tipico di 130 °C.

Setpoint tipico
125-135 °C
Limite alto
160 °C
Limite basso
119 °C
Classe ATEX
T3
⚠️ Criticità La solidificazione è irreversibile senza intervento manuale (apertura linea, pulizia meccanica, possibile sostituzione tratti). Setpoint deve essere stabile, allarme bassa temperatura essenziale, regolatore + limitatore obbligatori.
🧪

Soda caustica (NaOH)

Cristallizzazione anche d'estate per soluzioni concentrate

L'idrossido di sodio in soluzione acquosa è uno dei prodotti chimici più usati nell'industria. La soluzione al 50% cristallizza già a +12 °C formando soda monoidrato (NaOH·H₂O), che blocca le tubazioni anche in clima temperato italiano. Soluzioni al 30% congelano a -5 °C, quelle al 20% a -15 °C. Il heat tracing è quasi sempre richiesto.

Setpoint NaOH 50%
40-50 °C
Cristallizzazione 50%
+12 °C
Cristallizzazione 30%
-5 °C
Classe ATEX
T4 / T3
⚠️ Criticità La soda è altamente corrosiva: in caso di perdita può attaccare le custodie standard. Servono materiali resistenti per cassette e accessori, e la temperatura va mantenuta anche in periodi estivi notturni quando la temperatura ambiente scende.
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Oli pesanti (Bunker C, HFO, oli combustibili)

Mantenimento di pompabilità per stoccaggio e trasferimento

Gli oli pesanti come Bunker C, oli combustibili densi e residui di distillazione hanno viscosità che aumentano drasticamente sotto la temperatura di esercizio. Bunker C richiede 50-70 °C per pompabilità, oli combustibili 40-60 °C, asfalti e residui pesanti 70-90 °C. Sotto la soglia la pompa fatica e può andare in cavitazione, sopra la soglia si possono formare leggeri vapori infiammabili.

Bunker C / HFO
50-70 °C
Oli combustibili
40-60 °C
Asfalti / residui
70-90 °C
Classe ATEX
T3
⚠️ Criticità Tipico di terminali oil&gas, raffinerie, parchi serbatoi e centrali termiche. Linee di trasferimento spesso lunghe (50-200 m), con necessità di alimentazione di potenza e controllo distribuito. Frequente l'uso di controllori elettronici con SCADA centralizzato.
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Altri prodotti viscosi e cristallizzanti

Glicerina, acidi grassi, cere, polimeri, acidi concentrati

Esiste un'ampia famiglia di altri prodotti che richiedono heat tracing di processo. Glicerina a 20-40 °C, acidi grassi 40-70 °C, cere e paraffine 60-100 °C, soluzioni polimeriche 30-80 °C secondo formulazione. Anche acido fosforico concentrato richiede mantenimento sopra 25 °C. Ogni prodotto ha specifiche da verificare nella scheda di sicurezza e con il process engineer di stabilimento.

Glicerina
20-40 °C
Acidi grassi
40-70 °C
Cere / paraffine
60-100 °C
Polimeri
30-80 °C
⚠️ Criticità La compatibilità chimica dei materiali del sistema (cassette, accessori) con il prodotto è essenziale: in caso di perdita o di vapori, materiali standard possono degradarsi rapidamente. Va verificata caso per caso con la scheda tecnica del prodotto.

In cosa differisce dal heat tracing antigelo

Il heat tracing di processo per fluidi viscosi è strutturalmente diverso dal semplice antigelo. Le differenze impattano dimensionamento, scelta dei componenti, sicurezza intrinseca dell'installazione e costo finale del sistema.

🧊 Heat tracing antigelo

Solo prevenire il congelamento di acqua/condense

  • Setpoint: +5 °C circa
  • Tolleranza: ampia (±5-10 °C)
  • Conseguenza guasto: congelamento gestibile
  • Cavo scaldante: autoregolante 10-16 W/m
  • Termostato: meccanico singolo sufficiente
  • Limitatore di sicurezza: non necessario
  • Comunicazione: opzionale
  • Costo sistema: contenuto
  • Tipico per: linee acqua, condense, fluidi diluiti

⚗️ Heat tracing mantenimento processo

Mantenere fluido critico in finestra operativa stretta

  • Setpoint: 40-150 °C secondo prodotto
  • Tolleranza: stretta (±5-15 °C)
  • Conseguenza guasto: blocco linea, costi elevati
  • Cavo scaldante: autoregolante o potenza costante
  • Termostato: regolatore di precisione
  • Limitatore di sicurezza: obbligatorio (62086)
  • Comunicazione: spesso richiesta (SCADA)
  • Costo sistema: 3-5x rispetto antigelo
  • Tipico per: zolfo, soda, oli pesanti, polimeri

Architettura di sicurezza: regolatore + limitatore indipendenti

Il principio fondamentale del heat tracing di processo critico è la ridondanza di sicurezza: il sistema deve continuare a essere sicuro anche se il regolatore di temperatura si guasta. Per questo la IEC/EN 62086 richiede un secondo dispositivo, fisicamente indipendente, che intervenga se la temperatura supera la soglia massima ammessa, isolando il carico anche in caso di malfunzionamento del primo.

1

Regolatore di processo

Controllore elettronico con sonda PT100 o termocoppia. Mantiene il setpoint operativo con regolazione PID. In caso di guasto del regolatore, può andare in commando "ON fisso" e portare il carico sopra la soglia massima.

2

Limitatore di sicurezza

Termostato meccanico indipendente, di tecnologia diversa, con riarmo manuale. Imposta la soglia massima di sicurezza (es. classe T ATEX). Se interviene, isola elettricamente il carico fino al riarmo manuale dell'operatore.

📐 La regola d'oro Regolatore e limitatore devono essere fisicamente indipendenti (cavi, alimentazione, montaggio separati) e idealmente di tecnologia diversa (es. controllore elettronico + termostato meccanico). Questa scelta protegge contro modi di guasto comuni: un guasto software del controllore non compromette il limitatore meccanico, e viceversa.

Il sistema completo per heat tracing di processo

Il sistema per applicazioni di processo è più complesso del heat tracing antigelo: include cavo specifico, doppio dispositivo di controllo, accessori per ambienti aggressivi e documentazione di sicurezza estesa.

1

Cavo scaldante per setpoint elevati

Cavo autoregolante per setpoint fino a 120-150 °C, oppure cavo a potenza costante (cosiddetto "serie") per setpoint superiori. Materiali isolanti compatibili con il prodotto trasportato (FEP, fluoropolimeri per acidi e basi, gomma siliconica per oli pesanti).

2

Regolatore di processo

Controllore elettronico ATEX con sonda PT100 o termocoppia, regolazione PID, allarmi configurabili e comunicazione Modbus per integrazione SCADA. Per setpoint critici si privilegia il controllore in armadio remoto con sonda in zona.

→ Vedi gamma controllori elettronici ATEX
3

Limitatore di sicurezza indipendente

Termostato meccanico ATEX con riarmo manuale, soglia di intervento sopra il setpoint operativo. Tipicamente versione doppio (R+L) o termostato Ex d in zona, dimensionato per la corrente di spunto del cavo scaldante.

→ Vedi gamma termostati meccanici ATEX
4

Cassette di connessione resistenti

Cassette Ex e in materiali resistenti agli agenti chimici specifici dell'applicazione (acciaio inox per soda, leghe speciali per acidi, materiali compositi per oli). IP66 per esposizione esterna in parchi serbatoi e raffinerie.

5

Sistemi di alimentazione di potenza

Per linee lunghe (sopra 50 m) servono cassette di alimentazione di potenza dedicate, con protezione differenziale, magnetotermica e contattore certificato. Pannelli di controllo prefabbricati possono raggruppare alimentazione di più linee tracciate.

6

Documentazione tecnica e sicurezza

Certificati di esame del tipo, dichiarazione di conformità UE, calcoli termici di dimensionamento, schemi di cablaggio, procedure di installazione, manuale operativo, e — per applicazioni critiche — relazione tecnica di analisi rischi e di adeguatezza alla classe T ATEX.

3 esempi reali di heat tracing di processo

Tre scenari concreti tratti dall'esperienza MCA, con dati specifici e configurazioni di sistema progettate per garantire affidabilità di processo e sicurezza intrinseca.

Esempio 1 · Raffineria · Linea zolfo

Trasferimento zolfo liquido tra unità Claus e parco serbatoi

Linea di 120 m in acciaio al carbonio rivestito, zona 1 IIB T3, presenza di H₂S. Mantenimento a 130 °C ± 10 °C critico per evitare solidificazione e formazione di SO₂. SCADA centralizzato di unità richiede supervisione continua.

Lunghezza
120 m
Diametro
DN80
Setpoint
130 °C
Soglia sicurezza
150 °C
Sistema consigliato
  • Cavo scaldante a potenza costante 30 W/m, isolato FEP, classe T3, 120 m
  • Controllore elettronico Ex d in zona con sonda PT100 e Modbus verso SCADA unità
  • Termostato meccanico Ex d come limitatore di sicurezza, soglia 150 °C, riarmo manuale
  • 3 cassette di alimentazione Ex e + cassette giunzione lungo linea
  • Coibentazione lana minerale 50 mm con giacca alluminio
Esempio 2 · Stabilimento chimico · Soda caustica

Linea distribuzione NaOH 50% in parco serbatoi

Linea di 60 m in acciaio inox, zona 2 IIA T4, distribuzione NaOH 50% verso più punti di utilizzo. Mantenimento a 40 °C anche in estate per evitare cristallizzazione notturna. Monitoraggio locale, no integrazione SCADA.

Lunghezza
60 m
Diametro
DN50
Setpoint
40 °C
Soglia sicurezza
70 °C
Sistema consigliato
  • Cavo scaldante autoregolante 16 W/m, classe T4, 60 m + 5 m franchi
  • Termostato meccanico doppio R+L (regolazione 40 °C + limitatore 70 °C), Ex e
  • Cassette di alimentazione e fine linea Ex e in acciaio inox antisalinità
  • Coibentazione schiuma poliuretanica 30 mm con giacca inox
Esempio 3 · Centrale termica · Olio combustibile

Linee di alimentazione bruciatori olio combustibile pesante

Sistema di 4 linee da 30 m ciascuna verso bruciatori, zona 1 IIA T3 (presenza di vapori infiammabili). Mantenimento 60 °C per garantire pompabilità. Centrale con SCADA per gestione complessiva impianto, allarmi storicizzati richiesti.

Lunghezza totale
4 × 30 m
Diametro
DN40
Setpoint
60 °C
Soglia sicurezza
100 °C
Sistema consigliato
  • 4 cavi scaldanti autoregolanti 26 W/m, classe T3, 30 m ciascuno
  • 4 controllori elettronici standard DIN in armadio centrale, sonde PT100 in zona, bus Modbus verso SCADA
  • 4 termostati meccanici con riarmo manuale come limitatori di sicurezza, Ex e in cassetta
  • Pannello di alimentazione di potenza con protezioni differenziali e magnetotermiche
  • Coibentazione lana minerale 40 mm con giacca alluminio

Normativa di riferimento

Il quadro normativo per il heat tracing di processo è lo stesso del heat tracing antigelo, ma applicato con criteri più stringenti per via della criticità delle applicazioni. La conformità alla IEC/EN 62086 è il punto centrale, in particolare per i requisiti di limitatore di sicurezza e di documentazione del sistema.

2014/34/UE

Direttiva ATEX

Marcatura dei prodotti per atmosfere esplosive. Tutti i componenti del sistema devono essere certificati II 2G/2D con classe di temperatura coerente con il fluido di processo. Per heat tracing di processo le classi T più frequenti sono T3 (zolfo, oli pesanti), T4 (soda) e T6 (per ambienti con sostanze a bassa temperatura di accensione).

EN/IEC 62086

Heat tracing in zone classificate

Norma centrale per il heat tracing in zona ATEX. Per applicazioni di processo richiede esplicitamente il limitatore di sicurezza indipendente quando il superamento della temperatura massima è un rischio per la classe T. Definisce anche i requisiti di marcatura linea (pittogrammi obbligatori), documentazione e ispezione periodica.

EN 60079-14

Installazione apparecchi in zone ATEX

Norma generale di installazione. Per heat tracing di processo prescrive: protezione differenziale 30 mA, magnetotermica curva C, cassette di connessione in zona certificate Ex e, e — particolarmente importante per fluidi corrosivi — verifica della compatibilità materiale tra ambiente e custodia.

EN 60079-17

Ispezione e manutenzione

Definisce frequenza e modalità di ispezione periodica del sistema. Per heat tracing di processo critico la prassi è ispezione completa annuale con verifica funzionale di entrambi i dispositivi (regolatore + limitatore), test di intervento del limitatore con prova del riarmo manuale, e verifica dell'isolamento del cavo scaldante.

Perché MCA per il heat tracing di processo

MCA Strumentazione Industriale fornisce sistemi completi di heat tracing per applicazioni di processo critiche con un approccio di sistema. Aiutiamo a definire l'architettura di sicurezza (regolatore + limitatore con tecnologie diverse), forniamo componenti coerenti e certificati ATEX/IECEx/UKEx, supportiamo le fasi di dimensionamento, installazione e collaudo conformi alla EN 60079-14 e IEC/EN 62086. La documentazione tecnica completa è essenziale per il superamento di audit di conformità e per le verifiche periodiche obbligatorie.

Operiamo dalla nostra sede di Bollate (Milano) servendo direttamente Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e tutto il territorio italiano, con supporto applicativo per progetti italiani ed export.

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📚 Tutte le risorse del cluster termostati ATEX

Pagine prodotto, guide tecniche e applicazioni del cluster termostati e heat tracing ATEX. Sei nella pagina dell'applicazione di mantenimento processo: qui sotto trovi le risorse correlate per scegliere i prodotti del sistema.

🌡️ Pagine del cluster termostati

🔥 Applicazioni heat tracing

Domande frequenti sul heat tracing di processo ATEX

Perché il heat tracing per zolfo, soda e oli è diverso dall'antigelo?

Il heat tracing antigelo serve solo a tenere una tubazione sopra la temperatura di congelamento dell'acqua, tipicamente 5 °C, in zone non critiche per il processo. Il heat tracing di mantenimento per zolfo (130 °C), soda caustica (40-50 °C) o oli pesanti (60-90 °C) richiede setpoint specifici dove anche pochi gradi di scostamento causano solidificazione, cristallizzazione o aumento di viscosità che blocca la linea. Per questo è prassi obbligata installare un termostato di regolazione + un limitatore di sicurezza indipendente.

A che temperatura si mantiene una linea di zolfo liquido?

Lo zolfo elementare ha un punto di fusione di 119 °C. Per evitare la solidificazione lungo la tubazione di trasferimento, il setpoint di mantenimento è tipicamente 125-135 °C. Sopra 160 °C iniziano reazioni di formazione di SO₂ e la viscosità del zolfo aumenta. La finestra operativa è quindi stretta (±15 °C) e richiede regolazione di precisione + limitatore di sicurezza con riarmo manuale.

La soda caustica congela?

La soda caustica al 50% in soluzione acquosa cristallizza già a +12 °C, formando soda monoidrato che blocca le tubazioni. Per questo le linee di soda al 50% devono essere mantenute tipicamente a 40-50 °C anche d'estate. Soluzioni più diluite (30%) congelano a temperature più basse. Il heat tracing è quasi sempre richiesto, anche in climi temperati.

Per gli oli pesanti che setpoint si usa?

Dipende dal tipo specifico. Bunker C (HFO) richiede mantenimento a 50-70 °C per pompabilità. Oli combustibili densi richiedono 40-60 °C. Oli ad alta viscosità (asfalti, residui di distillazione) possono richiedere 70-90 °C. La temperatura di mantenimento è dichiarata dal fornitore del prodotto e deve essere rispettata con tolleranza tipicamente ±5-10 °C, sotto la quale la viscosità aumenta drasticamente e la pompa fatica o si blocca.

È obbligatorio il limitatore di sicurezza?

Per heat tracing di processo dove il superamento della temperatura massima rappresenta un rischio per la classe T ATEX o per il prodotto trasportato, la norma IEC/EN 62086 richiede un dispositivo limitatore indipendente dal regolatore. È prassi consolidata in tutti gli impianti chimici, petrolchimici e oil&gas. La buona pratica prevede che regolatore e limitatore siano fisicamente indipendenti e idealmente di tecnologia diversa (es. controllore elettronico per regolazione + termostato meccanico con riarmo manuale per limitazione).

Si usano cavi a potenza costante o autoregolanti?

Per setpoint sopra 100 °C si usano spesso cavi a potenza costante (cosiddetti "serie") invece dei cavi PTC autoregolanti che hanno un limite massimo di temperatura di mantenimento tipicamente 120-150 °C. I cavi a potenza costante richiedono però sempre un termostato di regolazione + un limitatore di sicurezza, perché senza controllo la loro temperatura aumenterebbe indefinitamente fino al guasto. La scelta tra autoregolante e potenza costante dipende dal setpoint, dalla lunghezza della linea e dai requisiti di sicurezza.

Serve il monitoraggio remoto della temperatura?

Per linee di processo critiche è consigliato e spesso richiesto da specifica cliente. Un controllore elettronico con uscita Modbus permette la supervisione centrale dello stato delle linee tracciate dal DCS o dallo SCADA, con allarmi storicizzati per audit di sicurezza e diagnostica predittiva. Un'allarme di bassa temperatura su una linea di zolfo, scoperto in tempo, evita la solidificazione e l'intervento manuale di sblocco con costi e tempi molto superiori.

MCA fornisce il sistema completo per applicazioni di processo?

Sì. MCA fornisce sistemi completi di heat tracing di processo per fluidi viscosi e cristallizzanti: cavi scaldanti autoregolanti o a potenza costante, controllori elettronici e termostati meccanici certificati ATEX, IECEx, UKEx, cassette di connessione Ex e, accessori specifici per ambienti aggressivi (acidi, basi, idrocarburi). Forniamo anche dimensionamento dettagliato, documentazione tecnica per la conformità EN 60079-14 e EN 62086 e supporto in fase di collaudo.

MCA fornisce sistemi completi di heat tracing di processo per zone ATEX, termostati meccanici, controllori elettronici, scaldiglie e componenti per atmosfere esplosive con supporto tecnico applicativo in tutta Italia. Per impianti chimici, petrolchimici, oil&gas, raffinerie e farmaceutici in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e su tutto il territorio nazionale.