MCA Strumentazione Industriale – Guida tecnica agli elastomeri

Tipi di gomma per riduttori di flusso: NBR, EPDM, Viton

Confronto tecnico tra le tre famiglie di elastomeri usate per la gomma di controllo del riduttore di flusso autoregolante. Range operativi, compatibilità chimica, casi d'uso, errori di selezione e conseguenze in opera

Guida tecnica

La gomma decide la durata reale del prodotto

Il corpo del riduttore di flusso è in metallo o in U-PVC e ha una vita strutturale tipicamente superiore a quella dell'impianto in cui è installato. Il principio di funzionamento è meccanico, passivo e privo di parti in movimento. L'unico componente attivo è l'O-ring elastomerico, e la sua durata determina la durata effettiva del prodotto. Una gomma ben scelta lavora 20+ anni senza manutenzione; una gomma sbagliata si degrada in mesi e fa derivare la portata nominale fino a renderla incoerente con la specifica di progetto.

I tre elastomeri industriali standard usati nei riduttori di flusso sono NBR (Buna-N), EPDM e FKM (Viton). Coprono insieme la grande maggioranza delle applicazioni civili, di processo e di trattamento acque. La scelta tra i tre è guidata da tre fattori: range di temperatura del fluido, range di pressione differenziale, compatibilità chimica con il fluido stesso. La scheda tecnica del catalogo MCA traduce questi tre fattori nelle sigle delle gomme di controllo (P, LP, HP1, HP2, E, E2, V): ognuna corrisponde a una formulazione specifica calibrata per un range operativo definito.

Questa guida descrive le tre famiglie elastomeriche, fornisce una tabella di compatibilità chimica con i fluidi più ricorrenti nelle applicazioni MCA, illustra gli errori di selezione più comuni e le loro conseguenze tipiche in opera. È pensata per il progettista o l'installatore che deve specificare la gomma corretta per il proprio caso, e per chi sta valutando una sostituzione su un riduttore degradato per capire cosa è andato storto.

Confronto fra tre O-ring di colori diversi rappresentanti i tre elastomeri standard NBR, EPDM e Viton FKM utilizzati nei riduttori di flusso autoregolanti

Riferimenti normativi degli elastomeri

ASTM D1418 ISO 1629 EN 681-1 (acqua) D.M. 174/2004 Reg. UE 1935/2004 FDA 21 CFR 177.2600

⚠️ Distinzione importante: range generico dell'elastomero vs range della gomma di controllo

Una fonte ricorrente di confusione nei dati tecnici è la differenza tra il range operativo generico dell'elastomero (riportato dai produttori di guarnizioni come Parker, Trelleborg, Chemours) e il range della gomma di controllo del riduttore di flusso (riportato sul catalogo MCA). I due dati non coincidono e non sono in contraddizione: si riferiscono a cose diverse.

Range generico dell'elastomero

È il range entro cui il materiale rimane integro come elastomero: non si decompone, non perde elasticità irreversibile, mantiene proprietà meccaniche di base. Per NBR è tipicamente -20 / +120 °C, EPDM -40 / +150 °C, FKM -20 / +200 °C continuo.

Range della gomma di controllo MCA

È il range entro cui il riduttore di flusso mantiene la portata nominale entro la tolleranza dichiarata. È più stretto perché richiede precisione meccanica di flessione/compressione, non sopravvivenza del materiale. Gomma P 60 °C, gomma E 100 °C, gomma V 200 °C.

In pratica: un O-ring NBR continua a tenere fisicamente fino a 120 °C, ma la sua deformazione nella sede conica del riduttore non è più ripetibile sopra 60 °C, e la portata reale comincia a divergere dal valore nominale. Per applicazioni dove la portata deve restare entro tolleranza dichiarata, vale il limite del catalogo MCA. Per applicazioni dove un'imprecisione del 30–40% sulla portata è accettabile, si può lavorare oltre quel limite, ma è una scelta da concordare caso per caso.

Le tre famiglie elastomeriche standard

Di seguito le tre famiglie nel dettaglio. Ogni scheda riporta range operativi, principali punti di forza e limiti, casi d'uso ricorrenti.

NBR — Nitrile Butadiene Rubber

Gomme P, LP, HP1, HP2 (catalogo MCA)

L'NBR (Nitrile, anche detto Buna-N) è il copolimero di acrilonitrile e butadiene. È l'elastomero più diffuso nelle applicazioni industriali standard: economico, meccanicamente robusto, con buona resistenza a oli minerali e idrocarburi alifatici. È la scelta storica per applicazioni con acqua e fluidi neutri a temperatura moderata.

Sigla ASTM/ISO NBR
Range T (catalogo MCA) ≤ 60 °C
Range ΔP 0,4–20 bar (per varianti)
Tolleranza portata ±10% (P), ±20% (LP, HP)

Nel catalogo MCA l'NBR è declinato in quattro varianti: P (precisione standard, ±10%, range 1,4–10 bar), LP (bassa pressione, ±20%, range 0,4–4 bar), HP1 (alta pressione, ±20%, fino a 15 bar), HP2 (alta pressione 2, ±20%, fino a 20 bar). Le quattro varianti differiscono per durezza Shore della formulazione: una gomma più morbida si attiva a pressioni minori (LP), una più dura sostiene pressioni maggiori (HP).

✓ Punti di forza

  • Costo più basso della gamma
  • Eccellente con acqua di rete e fluidi neutri
  • Buona resistenza a oli minerali e idrocarburi alifatici
  • Quattro varianti coprono ampi range di pressione
  • Disponibile nelle versioni FDA per uso alimentare

✗ Limiti

  • T massima 60 °C (precisione catalogo)
  • Degrado da ozono e da ipoclorito ad alta concentrazione
  • Non resiste a chetoni, esteri, idrocarburi aromatici
  • Non compatibile con basi forti concentrate
  • Invecchiamento accelerato all'esposizione UV diretta

Casi d'uso tipici: reti idriche civili, protezione di pompe centrifughe in mandata acqua, controlavaggio filtri multimediali in trattamento acque potabili, dosaggio chimico con additivi neutri, irrigazione, raffreddamento condensatori in circuito chiuso. È la prima scelta in assenza di motivi specifici per spostarsi su EPDM o Viton.

EPDM — Ethylene Propylene Diene Monomer

Gomme E, E2 (catalogo MCA)

L'EPDM è un terpolimero di etilene, propilene e un diene. È stato sviluppato specificamente per applicazioni con fluidi acquosi ad alta temperatura e per resistenza a invecchiamento atmosferico. È la scelta dominante per acqua calda, vapore a bassa pressione, soluzioni alcaline diluite e fluidi a base acquosa contenenti ossidanti.

Sigla ASTM/ISO EPDM
Range T (catalogo MCA) ≤ 100 °C
Range ΔP 1,4–20 bar (E ed E2)
Tolleranza portata ±20%

Nel catalogo MCA l'EPDM è disponibile nelle varianti E (1,4–15 bar) ed E2 (1,7–20 bar, alta pressione). Tutte le varianti coprono temperatura fino a 100 °C, ben oltre il limite NBR. È la gomma da preferire ogni volta che il fluido contiene cloro residuo continuativo, ozono di disinfezione, ammoniaca diluita, o quando la temperatura di esercizio supera 60 °C anche solo nei picchi.

✓ Punti di forza

  • Eccellente per acqua calda fino a 100 °C
  • Resistenza eccezionale a ozono, UV, invecchiamento atmosferico
  • Compatibile con ipoclorito di sodio in concentrazione di disinfezione
  • Buona resistenza a basi diluite e detergenti alcalini
  • Mantiene flessibilità a basse temperature

✗ Limiti

  • Incompatibile con tutti gli oli minerali e idrocarburi
  • Anche tracce di olio (lubrificanti, grassi) causano rigonfiamento
  • Costo superiore all'NBR
  • Per T > 100 °C è necessario passare a Viton
  • Compatibilità con acidi forti concentrati limitata

Casi d'uso tipici: docce di sicurezza ed eyewash conformi a EN 15154, acqua calda sanitaria, sterilizzazione UV con clorazione, controlavaggio filtri con dosaggio shock di ipoclorito, circuiti di raffreddamento ad acqua calda, torri di raffreddamento estive, impianti con acqua di processo riscaldata fino a 100 °C, applicazioni che richiedono certificazione per acqua potabile (EPDM-FDA o EPDM secondo D.M. 174/2004).

FKM (Viton) — Fluoroelastomero

Gomma V (catalogo MCA)

L'FKM (designazione ASTM D1418) è la famiglia dei fluoroelastomeri. La catena polimerica fluorurata, con tenore di fluoro tipicamente del 66–70%, conferisce a questi materiali resistenza chimica e termica superiore a tutti gli altri elastomeri industriali standard. Viton è il marchio registrato Chemours per la propria linea di FKM, ma altri produttori (3M Dyneon, Solvay Tecnoflon, Daikin) offrono compounds di equivalenti prestazioni.

Sigla ASTM/ISO FKM (Viton®)
Range T (catalogo MCA) ≤ 200 °C
Range ΔP 1,4–10 bar (V)
Tolleranza portata ±20%

Nel catalogo MCA il Viton è disponibile come gomma V. Range di temperatura 200 °C, range di pressione 1,4–10 bar, tolleranza ±20%. Su richiesta è disponibile anche con certificazione FDA per contatto alimentare. Il costo è significativamente più alto delle altre gomme: nel mondo elastomeri commerciali il rapporto Viton/NBR è tipicamente 5–10×, e questa è una scelta che si fa con motivazioni precise, non per sicurezza generica.

✓ Punti di forza

  • Eccellente resistenza chimica al più ampio spettro di fluidi
  • Stabilità termica fino a 200 °C continuo
  • Resistente a oli, idrocarburi, carburanti, acidi minerali
  • Bassa permeabilità ai gas
  • Eccellente resistenza all'invecchiamento

✗ Limiti

  • Incompatibile con chetoni (acetone, MEK)
  • Incompatibile con esteri (acetato di etile, butile)
  • Incompatibile con ammine (ammoniaca, etanolammina)
  • Incompatibile con acidi organici (acetico, formico)
  • Comportamento problematico in vapore caldo continuo (blistering)
  • Costo 5–10× superiore alle altre gomme

Casi d'uso tipici: dosaggio di oli e additivi, applicazioni con olio diatermico, trasferimento di carburanti, applicazioni con acidi minerali diluiti (H₂SO₄, HCl, HNO₃), processi industriali ad alta temperatura, lavaggi industriali con detergenti acidi, applicazioni alimentari e farmaceutiche con certificazione FDA, ambienti aggressivi dove NBR ed EPDM falliscono.

Compatibilità chimica con i fluidi più ricorrenti

Tabella di compatibilità chimica delle tre gomme con i fluidi più ricorrenti nelle applicazioni MCA. Le valutazioni sono qualitative e si basano sui dati pubblicati dai principali produttori di elastomeri (Parker, Trelleborg, Chemours, Marco Rubber). Per fluidi non in tabella, o per concentrazioni e temperature elevate, va richiesta verifica caso per caso.

Fluido NBR EPDM FKM (Viton) Note
Acqua di rete (T ≤ 60 °C) A A A Tutte e tre adatte; NBR è la scelta economica
Acqua calda (60–100 °C) N A L EPDM è la scelta dominante; Viton ha problemi di blistering nel vapore
Acqua potabile clorinata (≤ 1 ppm) A A A Concentrazioni residue di disinfezione tollerate da tutti
Ipoclorito di sodio (5–15%) N A A NBR si degrada; EPDM è la prima scelta su impianti di trattamento
Acqua ozonizzata N A A Ozono attacca rapidamente NBR; EPDM è eccellente
Soluzioni alcaline diluite (NaOH ≤ 10%) L A L EPDM è la scelta; Viton perde a concentrazioni e T elevate
Acidi minerali diluiti (HCl, H₂SO₄ ≤ 10%) L L A Viton dominante per acidi minerali
Acido acetico (organico) N A N Viton paradossalmente NON adatto ad acidi organici
Glicole etilenico (antigelo) A A A Tutti compatibili; scelta sulla T del circuito
Glicole propilenico A A A Come sopra
Oli minerali e idraulici A N A EPDM rigonfia drammaticamente; NBR e Viton ok
Gasolio, benzine, cherosene L N A Viton dominante per carburanti
Idrocarburi aromatici (toluene, xilene) N N A Solo Viton
Acetone, MEK (chetoni) N A N EPDM è la scelta; Viton è incompatibile
Ammoniaca diluita L A N EPDM dominante; Viton non compatibile con ammine
Aria compressa lubrificata A N A Olio nebulizzato attacca EPDM; preferire NBR
Vapore a bassa pressione (≤ 5 bar) N A L EPDM superiore al Viton in vapore continuo

Legenda: A Adatto    L Limitato (verificare T e concentrazione)    N Non adatto

Il tuo fluido non è in tabella?

Per fluidi non standard, miscele complesse o concentrazioni elevate la verifica della compatibilità va fatta caso per caso. Inviaci la composizione del fluido, la temperatura di esercizio e la pressione di lavoro: rispondiamo con la gomma corretta o con l'indicazione di un test di compatibilità preliminare quando il caso lo richiede.

Sei errori tipici di selezione della gomma

L'esperienza di sostituzioni e diagnosi su impianti esistenti porta sempre allo stesso elenco di errori. Riconoscerli in anticipo evita installazioni che si guastano in mesi al posto che durare decenni.

NBR su acqua calda > 60 °C

L'errore più ricorrente. Si specifica la gomma standard P (NBR) per un'applicazione industriale di acqua calda, magari basandosi su un'installazione preesistente che funzionava su acqua fredda. La gomma si addolcisce, la portata deriva oltre la tolleranza, dopo qualche mese il riduttore non è più affidabile. La sostituzione corretta è EPDM (gomma E o E2). Il costo aggiuntivo è marginale rispetto alla durata.

EPDM in presenza di tracce di olio

L'EPDM è eccellente con acqua, ma rigonfia a contatto con qualsiasi olio minerale. Una situazione tipica: aria compressa "secca" che in realtà contiene olio nebulizzato dal compressore, oppure un riduttore montato dopo un raccordo lubrificato con grasso minerale durante l'installazione. L'O-ring rigonfia, blocca o riduce la portata. La scelta corretta è NBR o Viton, mai EPDM, ovunque ci sia il sospetto di olio.

Viton in vapore caldo continuo

Errore controintuitivo: il Viton ha range di temperatura più ampio di EPDM, ma in vapore continuo a 100–130 °C sviluppa blistering (bolle nella massa) e cracking superficiale. È un fenomeno noto in letteratura (Chemours/janhenvalve). Per applicazioni con vapore a bassa pressione l'EPDM è la scelta superiore, anche se "sulla carta" il Viton sembrerebbe più adatto.

Viton con acidi organici o ammine

Si specifica Viton come "scelta universale per fluidi aggressivi" senza verificare. L'acido acetico, l'acido formico, l'acetone, l'MEK, l'ammoniaca concentrata, le etanolammine attaccano il Viton. La scelta corretta per acidi organici è EPDM; per ammine è EPDM. Il Viton è eccellente per acidi minerali (HCl, H₂SO₄, HNO₃) e idrocarburi, ma NON per gli organici a corta catena.

NBR generico per uso alimentare

Specificare "NBR" o "EPDM" su un capitolato di acqua potabile o di processo alimentare non basta: l'NBR commerciale standard contiene plastificanti, antiossidanti e cariche che non sono ammessi a contatto con alimenti. Serve un compound certificato (NBR-FDA, EPDM-FDA, Viton-FDA, conforme a Reg. UE 1935/2004 o D.M. 174/2004). Va sempre richiesto al fornitore il certificato del compound specifico, non una generica dichiarazione di tipologia.

Sottostimare la temperatura di picco

La temperatura nominale del fluido è 50 °C, ma in stop estivi con pompa ferma e tubazione esposta al sole arriva a 65–70 °C. La gomma P (NBR, 60 °C) si degrada in queste condizioni di picco anche se la temperatura media resta sotto. La verifica corretta è sulla temperatura massima di breve termine, non sulla media. Ogni volta che è ragionevolmente possibile uno sforamento del limite, si sale di una categoria di gomma.

Cosa fare con fluidi misti o composizioni non standard

Una situazione frequente nei progetti reali è il fluido che non è puro: acqua di processo con additivi (anticorrosivi, biocidi, agenti antikalk), miscela di glicole etilenico al 30% in acqua, soluzioni di pulizia industriale con tensioattivi, condense industriali con tracce di olio o di idrocarburi. In questi casi la scelta della gomma non si fa sulla base del componente principale ma su quello che pone il vincolo più severo.

La regola operativa è: ogni componente del fluido va valutato indipendentemente, e si seleziona la gomma compatibile con il componente più critico, anche se in concentrazione minoritaria. Esempi concreti.

Quando il fluido è una miscela complessa o quando ci sono dubbi sulla concentrazione effettiva di alcuni componenti, l'approccio più sicuro è chiedere al fornitore del riduttore una verifica formale della compatibilità. In casi estremi (fluidi di sintesi, intermedi di reazione, miscele con composizione che varia nel tempo), si valuta un test di immersione preliminare dell'O-ring per qualche settimana, prima dell'installazione definitiva.

Sintesi: in quale caso quale gomma

Riassumendo la procedura di scelta nei tre casi più ricorrenti:

La scelta corretta della gomma è il fattore singolo più importante per la durata del riduttore di flusso in opera. Cambiare un O-ring degradato non è la prassi del prodotto: la prassi è installare la gomma corretta una volta e dimenticarsi del riduttore per 20+ anni. Quando un riduttore richiede manutenzione frequente, quasi sempre il problema è una scelta di gomma sbagliata in origine.

Hai un riduttore che si è degradato precocemente?

Se un riduttore di flusso ha mostrato deriva della portata, perdite di tenuta o blocco entro pochi mesi o anni, quasi sempre la causa è la gomma. Inviaci la descrizione del fluido, della temperatura e della gomma installata: identifichiamo l'errore di selezione e proponiamo la sostituzione corretta.

Altre risorse del cluster riduttori di flusso

Pagine prodotto, applicazioni operative e altre guide tecniche dedicate al controllo della portata nei fluidi industriali e di servizio.

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Domande frequenti — Tipi di gomma per riduttori di flusso

Cosa cambia tra NBR, EPDM e Viton in un riduttore di flusso?

Cambia il fluido che il riduttore può gestire e la temperatura massima a cui può lavorare senza degradare. NBR (gomma P, LP, HP del catalogo) è la scelta standard per acqua e fluidi neutri fino a 60 °C. EPDM (gomma E, E2) è la scelta per acqua calda fino a 100 °C, soluzioni alcaline diluite, acqua trattata con cloro e ozono. Viton/FKM (gomma V) è la scelta per oli minerali, idrocarburi, acidi minerali e applicazioni fino a 200 °C. Il corpo della valvola, il principio di funzionamento e la portata nominale sono identici: cambia solo il materiale dell'O-ring di controllo, ma da quella scelta dipende la durata del prodotto in opera.

Perché il limite della gomma P è 60 °C se l'NBR generico arriva a 120 °C?

L'NBR come elastomero ha un range di temperatura tipico tra −20 e +120 °C in applicazioni statiche standard. Il limite di 60 °C citato per la gomma di controllo del riduttore di flusso non è il limite di degrado dell'NBR: è il limite oltre il quale la gomma perde la precisione meccanica necessaria a mantenere la portata nominale entro la tolleranza dichiarata (±10% per la gomma P, ±20% per le altre NBR). Sopra 60 °C l'O-ring si addolcisce, la deformazione nella sede conica non è più ripetibile, la portata reale può derivare. Per applicazioni dove la precisione della portata non è critica si può accettare un esercizio fino a 80 °C, ma il dato a catalogo è 60 °C come limite di precisione.

Quando scelgo EPDM e quando scelgo Viton per acqua calda?

Per acqua calda fino a 100 °C l'EPDM è quasi sempre la scelta corretta. È stato sviluppato proprio per applicazioni acquose ad alta temperatura, ha eccellente resistenza all'invecchiamento, all'ozono e ai detergenti alcalini. Il Viton, paradossalmente, ha problemi nel vapore caldo: forma blistering e cracking nel lungo periodo, e in queste condizioni l'EPDM è superiore. Si passa al Viton solo se la temperatura supera 100 °C, oppure se il fluido contiene oli, idrocarburi o acidi minerali aggressivi che attaccano l'EPDM. La regola pratica è: acqua calda e vapore a bassa pressione → EPDM; oli, carburanti, acidi minerali, processo ad alta temperatura → Viton.

Posso usare NBR con acqua clorinata di rete?

Sì, ma con limiti. L'NBR resiste a concentrazioni di cloro residuo tipiche dell'acqua di rete (0,1–0,5 ppm di cloro libero in distribuzione potabile italiana), ed è la gomma standard delle reti civili. Per concentrazioni più alte la situazione cambia: shock di clorazione a 5–10 ppm o dosaggi industriali di ipoclorito di sodio degradano l'NBR nel tempo. In quei casi si passa a EPDM, che è la gomma di scelta per applicazioni con cloro continuativo o ozono. La gomma EPDM è anche la scelta tipica per impianti di trattamento acque dove la disinfezione è una funzione di processo, non un residuo.

EPDM è davvero incompatibile con tutti gli oli?

Sì, e questo è il problema più ricorrente di selezione errata. L'EPDM si rigonfia drasticamente a contatto con oli minerali, oli idraulici, oli lubrificanti, gasolio, benzina, idrocarburi aromatici. L'aumento di volume può raddoppiare le dimensioni dell'O-ring in poche ore, fino a renderlo non funzionale. Anche tracce di olio (per esempio una valvola lubrificata con grasso al silicone vicino a un O-ring EPDM) sono accettabili, ma una valvola lubrificata con grasso minerale rovina l'EPDM. Per qualunque applicazione che possa contenere idrocarburi, anche solo come contaminazione, si va su Viton.

Con quali fluidi il Viton non funziona?

Il Viton è eccellente con la grande maggioranza dei fluidi industriali, ma ha precise eccezioni. Non è compatibile con: acetone, MEK e altri chetoni; esteri (acetato di etile, acetato di butile); ammine (etanolammina, ammoniaca concentrata); acidi organici come acido acetico glaciale e acido formico; basi forti concentrate (NaOH, KOH ad alta concentrazione e temperatura). Per queste sostanze le scelte alternative sono EPDM (per ammine, alcuni esteri) o elastomeri perfluorurati FFKM (Kalrez, Chemraz) per i casi più estremi. È importante notare che il Viton tollera bene gli acidi minerali (cloridrico, solforico, nitrico diluiti) ma non gli acidi organici a corta catena.

Cosa significa la sigla FKM e che differenza c'è con Viton?

FKM è la designazione ASTM D1418 e ISO 1629 della famiglia dei fluoroelastomeri. Indica una classe di gomme sintetiche con catena polimerica fluorurata, caratterizzate da elevata resistenza chimica e termica. Viton è il marchio registrato di Chemours (originariamente DuPont) per la propria linea di FKM. In ambito tecnico FKM e Viton sono spesso usati come sinonimi, ma rigorosamente Viton è una marca di FKM, non sinonimo di FKM. Esistono altri produttori di FKM: 3M Dyneon, Solvay Tecnoflon, Daikin Dai-El. Le proprietà di base sono comparabili, ma i compounds specifici possono differire per contenuto di fluoro (66–70%), resistenza chimica e flessibilità a freddo. Nei capitolati industriali è preferibile specificare FKM con la classe (A, B, F, GF, GFLT) piuttosto che "Viton" generico.

Cosa è la gomma LP del catalogo riduttori di flusso?

LP sta per Low Pressure: è una formulazione di NBR ottimizzata per impianti con pressione differenziale ridotta, da 0,4 a 4 bar. La differenza rispetto alla gomma P standard non è chimica ma meccanica: la durezza Shore della gomma LP è inferiore, in modo che l'autoregolazione si attivi anche con bassa spinta sul cono. La tolleranza è ±20% invece del ±10% della P. Si usa nelle reti civili a bassa pressione, in impianti di irrigazione gravitazionali, in applicazioni dove la pressione di rete non garantisce il minimo della gomma P (1,4 bar). Sotto 0,4 bar nessuna gomma autoregola: il riduttore si comporta come un orifizio aperto.

Per uso alimentare basta certificare la gomma EPDM o serve qualcosa di specifico?

Per contatto con alimenti o con acqua potabile non basta la generica EPDM o NBR commerciale: serve un compound certificato secondo la normativa applicabile. In Europa il riferimento è il Regolamento UE 1935/2004 per i materiali a contatto con alimenti, e in Italia il D.M. 174/2004 per le superfici a contatto con acqua potabile. In USA si segue la FDA 21 CFR 177.2600. Le gomme certificate sono formulazioni specifiche del produttore (per esempio EPDM-FDA, Viton FDA), non l'EPDM o Viton generico. Va sempre verificato che il riduttore di flusso fornito riporti la specifica certificazione richiesta dal capitolato, e che la combinazione corpo+gomma sia compatibile con il fluido alimentare specifico.

Quanto vive una gomma ben scelta?

Nelle condizioni nominali di esercizio (entro range di pressione, temperatura e compatibilità chimica della gomma), l'O-ring del riduttore di flusso ha una vita operativa tipica superiore ai 20 anni. Non è una stima di marketing: è la conseguenza diretta del fatto che la gomma lavora in flessione elastica e non in scorrimento. La vita reale è sensibilmente inferiore quando una delle condizioni nominali è violata: temperatura sopra il limite, contatto con un fluido incompatibile, shock di pressione fuori range, esposizione cronica a ozono o ipoclorito su NBR. In quei casi si parla di mesi o di pochi anni, non di decenni. La scelta corretta della gomma è il fattore singolo che fa più differenza sulla durata effettiva del prodotto.

MCA Strumentazione Industriale fornisce in tutta Italia riduttori di flusso autoregolanti a O-ring con gomme di controllo NBR (P, LP, HP1, HP2), EPDM (E, E2) e FKM/Viton (V), incluse versioni con certificazione FDA e D.M. 174/2004 per uso alimentare e acqua potabile. Affianchiamo il cliente nella verifica di compatibilità chimica per fluidi non standard, miscele complesse e applicazioni di processo. Operiamo in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e su tutto il territorio italiano.